Boom delle S.r.l. semplificate: un successo inaspettato

Le S.r.l. semplificate sono state introdotte nel nostro ordinamento dal D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, successivamente convertito, con modificazioni, nella Legge 24 marzo 2012, n. 27, la quale ha integrato il Codice civile con il nuovo art. 2463-bis.
      A partire da quella data, ad oggi si contano sul territorio italiano quasi 300 mila S.r.l.semplificate. Il dato è sorprendente! Infatti, se da un lato questa tipologia societaria si caratterizza per il fatto di essere estremamente semplice ed economica (per la possibilità di essere costituita anche con un capitale sociale minimo di 1 euro, la totale assenza di costi notarili e il fatto che l’iscrizione nel registro sia esente da imposte di bollo e di segreteria), dall’altro l’obbligatorietà di adottare uno statuto standard e non modificabile è senz’altro vincolante.
         In effetti, l’impossibilità di strutturare lo statuto della società in modo sartoriale rispetto alle proprie particolari esigenze con l’inserimento di clausole ad hoc non rende la S.r.l. semplificata uno strumento ideale, soprattutto dal punto di vista della pianificazione patrimoniale. Non è possibile prevedere e disciplinare, ad esempio, il diritto di opzione (si pensi alla possibilità di utilizzarlo a favore dei propri figli), né le modalità di recesso del socio (anzi, essendo prevista per questa tipologia societaria una durata a tempo indeterminato questo è esercitabile dai soci ad nutum, cioè in ogni momento e liberamente). L’unico elemento modificabile è l’oggetto sociale.

Quale potrebbe essere, dunque, la spiegazione al successo delle S.r.l. semplificate?
         Un primo elemento da considerare è l’ipotesi che la maggior parte delle S.r.l. costituite in questi anni siano società unipersonali. In questo caso, infatti, è evidente che i problemi derivanti dalla rigidità statutaria sarebbero molto poco rilevanti. Un dato che potrebbe confermare questa tesi è la contemporanea riduzione del numero di imprese individuali e di S.r.l. unipersonali.
        Tuttavia, il dato davvero interessante è quello che rivela che un alto numero di imprese semplificate sono state costituite da soggetti extracomunitari. La ragione, potrebbe individuarsi nella necessità di questi soggetti di dimostrare di avere un’attività in Italia. A confermarlo, potrebbe essere il fatto che delle oltre 200 mila S.r.l. semplificate attivate, ben 72 mila non sono attive.
           Alla luce di quanto emerso, si potrebbe concludere affermando che, molto spesso, i reali scopi sottesi alla scelta di costituire una S.r.l. semplificata, quasi a costo zero, non coincidono con quelli dichiarati.
         A tal proposito, sebbene si sia evidenziato come questa tipologia societaria non rientri, ictu oculi, tra i veicoli societari ideali ai fini della pianificazione e protezione patrimoniale, non è da escludere che, in certe situazioni, possa affermarsi il contrario.
      In effetti, è necessario sottolineare che molto spesso la soluzione di pianificazione patrimoniale perfetta non è raggiungibile attraverso un solo strumento. Anzi, è proprio dall’utilizzo combinato di diversi strumenti di wealth management che è possibile giungere alla soluzione quanto più rispondente alla soddisfazione delle proprie esigenze ed aspettative, soprattutto quando si tratti di patrimoni piuttosto variegati.

          In tal senso, uno degli strumenti che maggiormente si presta alla realizzazione di operazioni di pianificazione e protezione patrimoniale strutturate è il trust.