Imposta sostitutiva sulle plusvalenze: salvo il trasferimento dei titoli agli eredi

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 159/2021, precisa che in caso di decesso del cointestatario di un mandato di amministrazione fiduciaria senza intestazione, in regime di risparmio amministrato, il trasferimento dei titoli ai singoli rapporti intestati agli eredi e all’altro cointestatario non soggiace all’imposta sostitutiva sulle plusvalenze.
       Prima di tutto, è doveroso precisare che, sebbene il caso di specie riguardi un incarico di amministrazione senza intestazione, quanto affermato dall’Amministrazione finanziaria è valevole per qualsiasi rapporto in regime amministrato.
L’art. 6, comma 6, del D. Lgs. n. 461/1997 considera cessione a titolo oneroso, con conseguente applicabilità da parte dell’intermediario dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze, anche il trasferimento dei titoli, amministrati fiduciariamente in regime di risparmio amministrato, a rapporti di custodia o amministrazione intestati a soggetti diversi da quelli del rapporto di provenienza, salvo che il trasferimento non sia avvenuto per successione o donazione.
         Come sottolinea anche l’Agenzia delle Entrate, la suddetta norma ha mere finalità antielusive, essendo diretta ad evitare la possibilità che si verifichino dei salti d’imposta, e si applica anche nel caso di trasferimento dei titoli da un rapporto cointestato a un rapporto intestato a uno solo dei fiducianti originari, considerato che si è comunque in presenza di un cambio di intestazione.
        Nella fattispecie in esame, tuttavia, il trasferimento dei titoli agli eredi e al cointestatario superstite si considera neutrale. Infatti, da un lato, il trasferimento agli eredi è dovuto a una successione ereditaria; dall’altro, il trasferimento al cointestatario superstite consegue alla morte dell’altro cointestatario e non deriva, invece, da una manifestazione di volontà dello stesso.